Cosa succede in Australia? Il punto sulla situazione.

Da settembre, la grande isola del continente oceanico brucia di continuo.

Migliaia di senza tetto e 25 vittime sono il risultato parziale di una stagione degli incendi che si è rivelata più grave del previsto.

Ma, per poterla comprendere al meglio, partiamo dall’inizio.

L’Australia, da sempre, presenta, nel periodo estivo, una stagione definita come “stagione degli incendi”, che coincide con i picchi estivi dell’emisfero australe (nei mesi di gennaio e febbraio).

Quest’anno, a causa dell’aggravarsi del fenomeno del Dipolo sull’Oceano Indiano, una sorta di Nino che si verifica nella regione asiatica, è stata registrata un’ondata anomala di caldo sulla regione.

Questo fenomeno fa sì che a causa dell’indebolimento dei venti occidentali nella regione equatoriale, l’acqua calda dal profondo oceano si sposta verso l’Africa dall’Oceano Indiano e l’acqua fredda sale verso est. Per l’Australia, questa differenza di temperatura significa tempo più secco e più caldo per gran parte del continente.

A questo si sono aggiunti variazioni nelle correnti antartiche, che portano variazioni climatiche nel sud della regione, e il ritardo della stagione dei monsoni che si sviluppa nella parte nord dell’isola e che, nella normalità dei casi, mitiga le temperature nella parte centrale del paese, che ricordiamo essere desertica, quindi con forti concentrazioni di calore localizzate.

Non solo, dal 2009 i centri di ricerca australiani condannano l’andamento ambientale della regione, sottolineando come l’aumento della CO2 stia causando l’innalzamento incontrollato della temperatura, soprattutto nella regione australe (l’Australia è tra i primi esportatori di carbone al mondo).

Nello stato dei canguri si è raggiunto il record di temperatura media stagionale pari a 41,9°C, spinto anche dalla grave siccità che colpisce il Paese negli ultimi tempi.

In queste condizioni sembra palese la difficoltà, da parte delle autorità, di contrastare il fenomeno, concentrato attualmente nelle regioni del Nuovo Galles del Sud e nello stato di Victoria, le regioni più popolose, con Sydney a farla da padrone.

Migliaia di volontari sono all’opera per contrastare il fenomeno, che rischia di peggiorare con l’arrivo della vera e propria estate nella regione oceanica.

Si prova a scongiurare l’unione dei due fronti sopracitati, per evitare il crearsi di una mega linea di fuoco che possa avanzare irrimediabilmente verso i centri abitati lungo la costa.

Si stima al momento che siano andati bruciati circa 6,3 milioni di ettari di territorio. Per dare un’idea pratica, il campo da gioco di San Siro misura circa 0,71 ettari, quindi in Australia sono andati in fumo 8 milioni e quasi 900 mila campi da calcio.

 

Mappa rappresentativa, che mostra in forma semplificata i km2 (quadrato rosso) andati in fumo, se tale misura la sovrapponiamo sulla Calabria, ecco il risultato.

 

Una cifra enorme, che può dare idea di quanto sia grave sia a livello floristico che a livello faunistico, si stima che siano morti già mezzo miliardo di esemplari, senza considerare l’emergenza habitat distrutto per molte specie a rischio, come i koala.

Adesso pensate questo; tali incendi, hanno una estensione tale, che l’intensità dei roghi sono capaci di generare formazioni meteorologiche autonome.

Stiamo parlando quindi di una produzione “artificiale” di movimenti ascensionali di fumo ed aria calda, i quali interagiscono con l’atmosfera; perturbandone le condizioni e generando fenomeni ancora poco prevedibili, come i  “piro cumulonembi” o i “firenado”.

I primi sono nubi generate dal calore degli incendi, che sale fino alle alte quote, dove aria e vapore, raffreddandosi, generano nubi a sviluppo verticale molto instabili, che possono causare gravi rovesci temporaleschi, portando al loro interno enormi quantità di cenere.

Tali fenomeni non fanno altro che aggravare la situazione, e spingere i tizzoni ardenti per lunghe tratte, a causa dei venti molto forti generati dalle correnti (Downburst), inoltre presentano una forte concentrazione di fulmini, dovuti all’ampia escursione termica dell’aria nell’intorno
della formazione.

I secondi, sempre più frequenti, sono dovuti a tasche d’aria rotanti, mosse dal calore generato dall’incendio stesso, seguendo la stessa logica di formazione dei classici tornado.

Al loro interno è possibile trovare fiamme e cenere, con temperature che possono arrivare fino a 1090°C.

Il loro primo avvistamento avvenne proprio nel 2003 in Australia, durante gli incendi che colpirono la capitale, Canberra, dove si assistette ad un altro fenomeno spaventoso che prende il nome di Flashover, ossia le temperature dell’incendio furono talmente alte da causare l’accensione di tutto il materiale combustibile in modo spontaneo nell’arco di 120 ettari.

Nel video qui possiamo vedere proprio l’occasione descritta, con l’attivazione di un tornado dalle correnti spinte dal calore dell’incendio.

 

Permetteteci adesso di fare delle considerazioni da parte nostra.

Con questo articolo cerchiamo di fare un punto della situazione in modo semplice e diretto, cercando le cause del problema e mettendo un punto sui fatti, che risultano molto complessi poiché l’Australia è uno Stato federale composto da 6 stati, ogni stato gestisce l’emergenza come meglio reputa.

Ci sono state aspre critiche nei confronti della politica nazionale, che solo ora ha deciso di stanziare 2 miliardi di dollari alle  emergenze e ai volontari che si stanno occupando degli incendi (in Australia il servizio antincendio è gestito da volontariato) e che da sempre ha una posizione critica nei confronti degli studi condotti dai climatologi sulla regione.

Il nostro desiderio è quello di far luce su quanto sia davvero importante conoscere il clima e il meteo di una regione, al fine di poter contrastare e prevenire fenomeni del genere.

L’ass. Meteopresila

Fonti: BBC One , Euronews , ABC Television, BOM.goc.au,

Lunedì 6 Gennaio 2020

Giornata rigida e generalmente asciutta sulla Calabria, specie tirrenica.

L’ afflusso di correnti molto fredde dall’Europa nordorientale porterà ad un brusco calo delle temperature, ma sarà poco produttiva di precipitazioni.

Al mattino da segnalare maggiori addensamenti nuvolosi a ridosso della Sila e dei versanti ionici cosentini e Crotonese.

Avremo possibilità di nevicate sull’altopiano Silano, ma non si prevedono particolari accumuli associati; occasionalmente non escludiamo qualche fiocco fin verso i 150-200m sulla presila.

Cieli sereni o poco nuvolosi sulle restanti aree.

Dalla tarda mattinata andremo verso un miglioramento ovunque.

Dal pomeriggio e anche in serata si prevedono cieli sereni o poco nuvolosi su tutta la regione.

Temperature in ulteriore diminuzione su valori minimi, sensibilmente inferiori alle medie climatiche.

Ricordiamo che saremo sotto isoterme comprese tra i -6 e i -7 (850hpa) su tutta la regione e picchi di -8 sui versanti esposti alla tramontana, che porteranno le temperature sotto Zero anche in bassa collina, coinvolgendo così gran parte dei centri calabresi.

Venti tesi da Tramontana, con raffiche a tratti forti, specialmente su crotonese.

 

Meteo Epifania

5 e 6 Gennaio in arrivo aria gelida.

 

Una piccola dose dell’aria gelida, riuscirà a raggiungere anche il sud-Italia (tra sabato e domenica), allorquando le temperature scivoleranno nuovamente sottozero (-6/-7°C a 850 hPa) e soffieranno dei venti di tramontana piuttosto intensi.

Entro lunedì, l’aria più mite (raffreddata da quella gelida che avrà raggiunto il meridione), tenderà velocemente ad avanzare, a quel punto, gli effetti saranno da valutare.

Proviamo ora a delineare quegli “effetti da valutare”, descritti in precedenza.

Domani, la tramontana comincerà a soffiare piuttosto intensamente, trasportando la prima quantità di aria gelida che, entro domenica, avrà raggiunto tutto il sud-Italia.

Si tratta di una massa d’aria artica, molto densa, asciutta e dotata di uno spessore piuttosto blando. Ciò favorirà il veloce riversamento della stessa al suolo, con veloce crollo termico e gelate diffuse.

La colonna d’aria sarà quindi piuttosto asciutta, tuttavia passando sulle tiepide acque marine, potrebbe dar luogo a nuvolosità irregolare e annessi, deboli fenomeni lungo le zone esposte a nord (deboli, poiché non avrà il tempo, di organizzare un sistema nuvoloso compatto).

Nel frattempo, correnti miti di natura oceanica, stanno soffiando a largo delle coste tirreniche (laddove si sta formando un buon serbatoio di aria umida), essa tenderà ad incunearsi velocemente al-disotto di quella gelida, causandone quindi un aumento dell’instabilità atmosferica.

(L’aria fredda tenderà a scivolare verso il basso, mentre l’aria più umida per spinta di Archimede proverà a salire (specie in prossimità dei rilievi), dando luogo a qualche nube, localmente anche convettiva).

Siamo tra domenica notte e lunedì allorquando lo scontro tra le due masse d’aria, sarà responsabile di un probabile guasto del tempo, con rovesci che assumeranno carattere nevoso a partire dai 2-300 metri di quota e pronti a interessare, nuovamente i rilievi, specie quelli della Sila, con particolar riferimento alle zone esposte a settentrione.

Visto il quadro piuttosto delicato, vi aggiorneremo, successivamente sugli accumuli nevosi previsti e le aree più interessate con maggiore probabilità.

Aggiornamenti nelle prossime ore.

A cura di “Umberto Rossini” in collaborazione con “Meteopresila”

Maltempo: un forte peggioramento si attendere tra Lunedì sera e Martedì.

Con l’inizio della settimana entreremo in una fase di maltempo diffuso.

A guidare il tutto sarà un centro di bassa pressione sul Canale di Sicilia, che andrà ad approfondirsi molto, tanto da poter diventare un ciclone abbastanza intenso poi da martedì.

Gli ultimi aggiornamenti meteo segnalano per l’inizio della settimana la possibile formazione sul nord Africa di una profonda depressione, la quale nasce dalle correnti fredde arrivate da nord europa.

Tale struttura andrà poi a muoversi con i suoi venti ciclonici (venti sostenuti con movimenti antiorario) nei dintorni del Canale di sicilia e di Sardegna, per poi salire verso il sud Italia.

Video del movimento del minimo previsto tra la giornata di Lunedì 11 e la notte di Martedì 12 – credit ECMWF

Questa perturbazione avrà un nucleo abbastanza freddo (inteso come differenza rispetto alle temperature limitrofi), fattore da considerare in quanto favorirà forte instabilità, grazie sopratutto al contrasto con i venti tesi e più caldi di scirocco che saranno richiamati sullo Ionio.

Lo scirocco in primis sarà l’elemento che potrà produrre i maggiori “rischi”, infatti le correnti richiamate dalla bassa pressione, scorrendo sul mare Ionio appunto, raccoglieranno molta umidità e di conseguenza si alzerà il rischio di piogge intense, insieme anche al rischio di mareggiate sulle coste ioniche, per via proprio dei forti venti.

Qui di seguito possiamo vedere le mappe che descrivono la struttura del ciclone e delle sue conseguenze per la Calabria:

Venti previsti tra la sera di lunedì 11 e Martedì 12 – sono visibili da questa mappa le forti correnti di scirocco che andranno ad investire la costa ionica Calabrese.

 

Temperature previste in quota tra la sera di lunedì 11 e Martedì 12 – Da notare la temperatura più fredda sul nord Africa rispetto che sul mar Ionio, dove le masse d’aria più calde si alzano e raggiungono la Calabria.

 

Mappa delle piogge accumulate tra la sera di lunedì 11 e Martedì 12 – Vedi scala valori in basso Credit: Meteoincalabria.com

 

E’ bene precisare come queste situazioni siano sempre soggette a dei cambiamenti sulla simulazione della posizione del minimo di bassa pressione, e variazioni anche relativamente piccole su valori come pressione (e quindi profondità della depressione), o anche una posizione di qualche km diversa, potrebbe portare a dei cambiamenti rilevanti per gli effetti meteorologici lungo il territorio regionale.

Per tale ragione, per un principio di sicurezza, potremmo avere un quadro più completo nei prossimi aggiornamenti, ma comunque sono situazioni da dover monitorare ora per ora.

Nel frattempo, quello che possiamo dire:

Nella giornata di domani avremo una giornata a due facce; durante la mattina si avrà un a condizione di tempo stabile, ma nelle ore centrali arriveranno i venti meridionali per via degli effetti del fronte di maltempo in avvicinamento; in questo caso arriveranno le prime piogge tra reggino ionico, locride e bassa catanzarese.

In serata le correnti si rinforzeranno e aumenteranno le piogge e la loro estensione lungo la regione, con i primi fenomeni più intensi sui versanti ionici.  << Attenzione quindi sulla tarda serata / notte >>

Ass. Meteopresila.

 

 

Maltempo, fine-settimana in bilico per la calabria meridionale.

Si avvicina al sud Italia la perturbazione entrata nel Mediterraneo e che ha creato nuovi problemi sulle già provate regioni settentrionali.

Come possiamo vedere dallo scatto realizzato dal satellite meteosat, possiamo notare una struttura nuvolosa molto definita a ridosso della Sicilia occidentale (Vedi immagine di copertina).

Tale conformazione viene chiamata V-Shaped, e rappresenta un’area di convergenza delle correnti mosse dalla perturbazione, le quali vanno a sovrapporsi formando una struttura a “V” in cui si generano forti piogge e temporali .

 

Attualmente la perturbazione si muove come detto sopra verso sud, e al momento è posizionata tra Sardegna e Sicilia; nelle prossime ore il movimento previsto, avvicinerà l’area perturbata alla Calabria meridionale, dove ci aspettiamo piogge a partire da domani mattina.

Nelle prossime ore nel frattempo occhi puntati sulla Sicilia, che rischia nubifragi ed inondazioni, e poi sulla Calabria meridionale nella giornata di domani.

La giornata di venerdì, seppur presenta ancora delle incertezze modellistiche, per la Calabria si prevede con nuvolosità a tratti irregolare e fenomeni più intensi che dovrebbero interessare soprattutto il reggino ionico, dove non si esclude qualche locale criticità.

 

Qui rappresentato, possiamo vedere l’evoluzione prevista delle piogge accumulare nelle prossime ore, partendo dalla situazione attuale (prima immagine a sinistra) per poi arrivare nel pomeriggio di domani.

Sula Calabria centrale ci saranno possibilità di piogge sparse, specie nella prima parte della giornata, con maggiore possibilità sui settori tirrenici.

Precipitazioni assenti invece su Calabria settentrionale.

Sabato residue precipitazioni su Calabria meridionale. Tempo migliore altrove.

Domenica stabile e soleggiata.

SI CAMBIA SCENARIO; Fase calda in arrivo

Dopo una primavera sottotono, fredda e piovosa, ecco che si vede già da qualche giorno, un segnale di temporaneo cambiamento, verso una fase più stabile e consona al periodo.

Lo sprofondamento di una saccatura di origine polare nel vicino atlantico, contribuirà all’espansione del promontorio anticiclonico nel Mediterraneo con una massa d’aria di origine subtropicale che a partire da mercoledì-giovedì inizierà ad invadere gran parte della penisola.

The week ahead

The #jetstream plays a large part in our weather this week… But what does it mean? Take a look below ⤵️⤵️⤵️

Pubblicato da Met Office su Lunedì 3 giugno 2019

Si prepara, direttamente dal deserto algerino, l’aria subtropicale continentale che caratterizzerà la prima fiammata del 2019 e che inizierà ad invadere l’Italia nei prossimi giorni.

La “scaldata” sarà repentina e piuttosto intensa con valori termici da piena estate, si inizierà già nella giornata odierna, ma la fase più calda dovrebbe arrivare per il prossimo week end quando è previsto l’arrivo dell’isoterma +20 a 850hpa sul sud Italia. (vedi l’animazione dell’avanzata calda by MetOffice).

Un cambio di circolazione a livello europeo che pone l’estate ai nastri di partenza per il cuore del Mediterraneo.

Sulla durata della fase calda è ancora presto esprimersi, in tutti i casi la situazione generale non sembrerebbe favorevole a un blocco degli scenari.

Rappresentazione grafica delle temperature previste. 

Intervento by

Domenico Talarico

Primavera, in arrivo una tardiva ondata di freddo sulla Calabria.

Al momento già sul centro Europa, avanza l’aria artica che da domani invaderà il Mediterraneo.

Come da titolo siamo in attesa dell’arrivo di un’ ondata “tardiva” di aria fredda di origine Artica, che porterà freddo e precipitazioni sulla Calabria; e sui rilievi sopra i 1100-1200m anche delle nevicate nella giornata di Lunedì.

Fig.1 – Grafico rappresentante l’andamento delle temperature dei prossimi 15 giorni.

 

Nel giro di poche ore, possiamo dire che si passerà dall’isoterma +10°C di sabato mattina, alla +2°C di lunedì mattina (valori a 850hpa, circa 1450m) portandoci a circa tra i 6°C al di sotto della media del periodo per circa 48 ore (Vedi grafico in fig.1).

Fig.2 – Immagine animata dell’andamento delle temperature previste in quota (1500m circa) tra Domenica e Mercoledì.

La giornata di domenica farà da spartiacque tra la fine della perturbazione che sta interessando la Calabria sabato e la nuova perturbazione a carattere freddo che invece inaugurerà la nuova settimana.

Nella giornata di lunedì infatti l’aria fredda raggiungerà anche il Sud Italia, rinnovando una giornata instabile con acquazzoni sparsi e non escludiamo anche qualche temporale.

Nell’immagine in fig.3 Possiamo notare le aree in blu che saranno soggette maggiormente alle piogge, le aree in rosso/giallo sono le aree a rischio neve.

Fig.3 – Mappa rappresentante la tipologia di precipitazioni previste per lunedì 06 mattina – Modello MC-EMM2 – by Meteoincalabria.it

Fenomeni più probabili sui versanti tirrenici.

Si attendono nevicate sui nostri rilievi, Sulla Sila si potranno avere nevicate sopra i 1200-1300m, e a tratti anche fino a 1100m, specie in mattinata durante i momenti con maggiori precipitazioni (Vedi fig.3).

Migliorerà invece Martedì, quando la perturbazione si allontanerà, lasciando spazio a maggiori schiarite e maggiore stabilità.

Le temperature saliranno durante la giornata per via del sole, ma in serata caleranno nuovamente per la presenza delle correnti fredde ancora in circolazione.

Da mercoledì riprenderà a salire la temperatura sia sulle massime che sulle minime.

 

Ass. Meteopresila

 

 

 

 

Maltempo, disagi nel crotonese.

Nel pomeriggio, tra le 15 e le 17,  dei temporali  hanno interessato il crotonese, provocando dei disagi alla viabilità e anche dei danni lungo la costa ionica a nord di Crotone.

Di seguito riportiamo quanto descritto in loco da alcune testate giornalistiche:

Il maltempo sta creando disagi sulla linea ferroviaria ionica: la pioggia caduta nel primo pomeriggio del 12 aprile, ha infatti causato rallentamenti e blocchi della circolazione ferroviaria soprattutto fra Cariati e Crucoli e fra Crotone e Strongoli, sulla linea Sibari – Crotone, a causa delle avverse condizioni meteo in atto sulla zona.

Qui di seguito riportiamo l’articolo fonte della notizia.

Maltempo, treni rallentati tra Cariati e Crucoli e Crotone e Strongoli

Osservando le immagini radar fornite dalla strumentazione della protezione civile, possiamo vedere che sul crotonese si sono formate due aree principali interessate da fenomeni temporaleschi; una a nord tra i comuni di Cariati e Crucoli, e una più a sud,  tra i comini di Cotronei e Strongoli.

Immagine radar delle celle temporalesche che hanno colpito il crotonese.

 

Il forte episodio di pioggia ha prodotto anche il cedimento di una parte del lungomare di “Torretta” nel comune di Crucoli.

Riportando quanto descritto:

Il cedimento è avvenuto nella zona nord (ex Lido ’73) dove il lungomare aveva già subito un abbassamento del piano stradale e dell’adiacente muretto tant’è che da inizio febbraio, la Commissione Straordinaria che amministra il Comune di Crucoli,  aveva disposto la chiusura della strada. La notevole quantità di pioggia caduta venerdì 12 aprile si è infiltrata dalle lesioni sul manto stradale provocando lo svuotamento dello strato sottostante e quindi, in pochi minuti, il cedimento di alcuni metri di asfalto.

Maltempo: la pioggia causa cedimento del lungomare a Torretta

Fonte: Ilcrotonese.

Installata la nuova webcam a Taverna (Cz)

L’associazione Meteopresila è lieta di annunciare l’installazione di una nuova webcam nel panorama presilano.

Ci troviamo a Taverna, precisamente nella centrale “Piazza del popolo”.

La telecamera punta a nord, lungo il versante principale di esposizione del paese,offrendo così un’ottima visuale panoramica sia cittadina che prospettiva per le condizioni meteorologiche.

Tale installazione ci permette di fare un passo in avanti per il nostro progetto “live weather” (progetto con il quale vogliamo dotare ogni comune di una webcam e di una stazione meteo, e riuscire a fare uno storico della climatologia locale); in quanto con essa riusciamo a realizzare un vero streaming video, per una visione fluida delle immagini raccolte.

Ringraziamo per questo, il servizio LiveinCam della società VisioRay, con cui collaboriamo per avere il servizio di streaming.

Un altro ringraziamento lo rivolgiamo all’amministrazione del comune di Taverna (Cz), la quale ci ha dato il supporto necessario per l’installazione fisica della webcam sul palazzo comunale e per la sua messa online.

Concludiamo questo messaggio con un ultimo e doveroso ringraziamento.

L’ass. Meteopresila opera grazie al contributo volontario dei suoi associati e grazie a coloro che, con le donazioni, hanno permesso e ci permetteranno di continuare questo progetto.

Per vedere le immagini riprese, potete andare sul nostro sito all’indirizzo : http://www.meteopresila.it/webcam-…

Vi chiediamo, con l’occasione, di continuare a sostenerci.

GRAZIE!

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