SpaceX, Parte la prima navicella spaziale con astronauti a bordo.

La SpaceX si prepara ad affrontare il suo lancio più importante, quello che la consacrerebbe come la prima agenzia spaziale privata capace di portare astronauti sulla ISS con un suo sistema interamente auto costruito.

Aggiornamento:

Il lancio è stato rimandato a Sabato 30 alle ore 21.22 Italiane per un peggioramento del tempo oltre un limite prudenziale per la missione.

\/ Segui la Diretta \/

Old_Questa sera alle 22.33 italiane_Old

direttamente dal Kennedy Space Center della Nasa a Houston, in Florida (Usa) dalla rampa di lancio pad LC-39A (la stessa dalla quale partirono le missioni Apollo per arrivare sulla Luna!), partirà la prima missione in assoluto con umani (2 astronauti americani) dentro ad una navicella costruita da una compagnia privata.

 

Razzo Falcon 9 – con in cima la Navicella Dragon2

Altro fattore in aggiunta, è l’essere la prima missione con umani a partire dal suolo statunitense dal 2011, dopo il pensionamento degli Space Shuttle.

Quello di stasera quindi non sarà un semplice lancio, come se ne vedono sempre più negli ultimi anni, ma rappresenterà a tutti gli effetti una nuova era per l’astronomia mondiale; quella dove le compagnie private riescono ad avere ruoli da protagoniste.

\/ Prima Diretta \/


Ecco la navicella Crew Dragon-2 con in altro la parte dove staranno gli astronauti (area a cono) e sotto, coperto da pannelli solari, una area dedicata al carico da trasportare.

La NASA dal canto suo, è ben felice di supportare questi progetti privati, capaci di avere efficienze economiche superiori e con la giusta attenzione alla sicurezza del personale.

Per la SpaceX non è la prima volta che raggiunge la ISS; ha già fatto volare diciotto missioni di rifornimento verso la Stazione spaziale e precedentemente, a marzo 2019 ha inviato una Dragon con la missione Demo-1, ma solo come test.

Gli astronauti all’interno della Navicella Dragon 2 di SpaceX.

Adesso si parla di trasporto con umani, quindi siamo ad un livello ben diverso.

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Ma ora parliamo più in dettaglio della missione; la Demo-2 della NASA con la navicella Crew Dragon2, spinta da un razzo Falcon-9 della SpaceX.

Questa sarà la Missione:

Partenza ore 22:33 / Razzo: Falcon 9 (Capace di atterrare autonomamente ed essere riutilizzabile) / Navicella: Crew Dragon2, 7 posti, ma ora configurata per 2 Astronauti / Tempo della missione: indicativamente 24 ore / Ritorno: Ammaraggio in Oceano Atlantico attutito da 3 Paracadute di nuova concezione.

Il Piano della Missione by Link 2 universe


Ma parliamo anche dell’argomento di questo sito, Il meteo, tale fattore sarà di grande importanza per garantire un’adeguata sicurezza in ogni evenienza della missione.

Bisognerà sperare in un tempo sereno, per permettere alla missione di procedere con le dovute cautele; un tempo troppo incerto potrebbe portare facilmente alla decisione di rimandare il lancio a giorno 30 maggio.

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Attualmente  una perturbazione a nord della Florida mette un po’ a rischio la decisione di avviare il lancio; siamo a circa 40% delle possibilità che il lancio sia fatto, ma il 60% rimanente è ancora alto e bisognerà attendere fino alle ore prossime alla partenza per capire se si rimanderà la missione o meno.

“Tale decisione verrà presa a 45 minuti dal lancio”.

 

Per seguire la diretta ecco dove trovare il Live:

Canale NASA: https://www.youtube.com/watch?v=Aymrnzianf0

Canale SpaceX : https://www.youtube.com/watch?v=rjb9FdVdX5I

Focus Tv Italiahttps://www.mediasetplay.mediaset.it/diretta/focus_cFU

Link4universehttps://www.youtube.com/watch?v=fVnD55qjVn4

 

Descrizione missione da parte del quotidiano online scientifico media.inaf.it

Il volo che porterà i due astronauti-collaudatori a bordo della Iss durerà circa 24 ore, tempo necessario per portare la Crew Dragon in posizione di rendezvous con la Stazione spaziale.

Al contrario dei voli diretti della Soyuz russa, che duravano circa sei ore, la Dragon non raggiungerà immediatamente la Stazione spaziale ma compirà alcuni flyby della Terra prima di posizionarsi correttamente in orbita bassa.

A questo punto, la Crew Dragon sarà in grado di avvicinarsi gradualmente ed effettuare l’attracco alla stazione, manovre che il veicolo spaziale è progettato per completare in modo completamente automatico.

In ogni caso, gli astronauti a bordo del veicolo e il centro di controllo a Terra monitoreranno attentamente le fasi di avvicinamento e attracco, e potranno prendere manualmente il controllo del veicolo spaziale se lo circostanze lo dovessero richiedere.

Una volta conclusa la missione, la cui durata non è ancora stata annunciata con precisione, Crew Dragon si sgancerà in modo automatico dalla Stazione spaziale e sarà pronta per il rientro in atmosfera, riportando Behnken e Hurley sulla Terra con un ammaraggio nell’Oceano Atlantico al largo della costa orientale della Florida – il classico splashdown, proprio come succedeva con le missioni Apollo“.

Per maggiori dettagli sulle operazioni che vedremo stasera (Meteo permettendo) potete vedere qui :

Crew Dragon Demo 2: cosa succederà il giorno del lancio?

Chiudiamo con una piccola curiosità; si potrà vedere qualcosa di questa missione dalla Calabria?

La risposta è NI, la navicella, alle 22.56 potrà essere vista da noi guardando a nord ovest, sulla costellazione dell’Auriga.

Si vedrebbe un puntino luminoso in rapido movimento, ma solo per pochi secondi, prima che diventi invisibile entrando nel cono d’ombra della Terra

Immagine del Cielo, bisogna immaginarsi come osservatori posti al centro del cerchio che osservano il cielo verso sud, si hanno quindi invertiti sulla mappa i punti cardinali, dal vivo possiamo seguire la mappa proposta sotto

Posizione sul tracciato a terra di dove passerà la navicella Dragon tra le 22.57 e le 23.00, utile per orientarsi per osservarla.

 

Ass. Meteopresila

La Superluna più spettacolare del 2020

Spettacolo oggi in cielo con la SuperLuna di primavera! Vedremo lo spettacolo di una Luna più grande e luminosa, fenomeno dovuto al fatto che la Luna piena si troverà domani, ma a sole 13 ore di distanza, ovvero nel punto dell’orbita più vicino alla Terra! Avremo infatti Luna Piena oggi alle 18.48, mentre il perigeo sarà alle 7,34 di martedì 10. Per questo la luna più super del 2020 sarà quella di aprile. Mentre nel cielo continua dopo il tramonto, verso ovest, a brillare una splendida Venere, l’astro più luminoso dopo Sole e Luna.
Questa sera la Superluna più brillante del 2020. E’ la seconda delle quattro previste in stretta successione nel corso dell’anno, dopo la prima di febbraio e quelle previste in aprile e maggio.

Nella notte tra il 9 e il 10 marzo la Luna piena è infatti un po’ più vicina, tanto da dare la sensazione di essere un po’ più grande e luminosa del solito. “La prossima Superluna apparirà circa il 7% più grande e un po’ più luminosa della media.

La Luna piena appare un po’ più grande e luminosa coincide con il momento in cui si trova alla minima distanza dalla Terra (perigeo): alle 7,34 del 10 marzo, si troverà a 357.122 chilometri dalla Terra, mentre la distanza media è di poco più di 384.000 chilometri. Questa sovrapposizione tra Luna piena e passaggio al perigeo, prosegue Masi, viene ormai popolarmente indicata come Superluna, anche se il termine “non ha alcuna valenza scientifica: in astronomia si preferisce parlare di Luna Piena al Perigeo, ma senza dubbio l’appellativo di Superluna ha un fascino tutto suo”.

Secondo Masi, “quella offerta dalla Superluna è una preziosa occasione per invitare a recuperare, in generale, la consapevolezza del paesaggio del cielo presso il grande pubblico anche dalla città, notoriamente poco favorevole alla visione delle stelle a causa dell’inquinamento luminoso”. La diretta si inserisce infatti nelle attività del progetto “Dark Skies for All” (Cieli bui per tutti) promosso dall’Unione Astronomica Internazionale (Uai), che punta a sensibilizzare sull’importanza di salvaguardare il cielo dall’inquinamento luminoso.

Nel cielo di gennaio

La luna piena coincide con un’eclissi.

La prima Luna piena del 2020 che coincide con un’eclissi e le prime stelle cadenti dell’anno animeranno il cielo di gennaio, in compagnia di Venere che domina il cielo della sera. E’ quanto promette il cielo di gennaio.

La Luna Piena del 10 gennaio coincidera’ con un’eclissi lunare di penombra, nella quale cioe’ la Luna attraversa la zona di penombra della Terra senza essere occultata dall’ombra. “Non sara’ un evento evidente come un’eclissi parziale o totale, ma in eventi simili del passato si e’ comunque notata una diminuzione di luminosita’ del disco lunare”, rilevano gli astrofili della Uai. Varra’ quindi la pena osservare l’evento per notare il passaggio della Luna all’interno della penombra della Terra: durera’ circa 4 ore, con la fase centrale alle ore 20.10.

Il doppio appuntamento della Luna sara’ preceduto dalle Quadrantidi (dette anche Bootidi), le stelle cadenti di gennaio il cui picco e’ atteso il 4, anche se alle 10.00 del mattino. Per tentare di vederne un numero significativo, si consiglia di seguirle nella seconda parte della notte tra il 3 e il 4 gennaio.

Fra i pianeti, a dominare solo e incontrastato il cielo serale c’e’ Venere, che alla fine di gennaio tramonta quasi tre ore e mezza dopo il Sole. Gli altri pianeti visibili ad occhio nudo sono Marte e Giove e saranno osservabili solo nelle ore precedenti l’alba, mentre Saturno per alcune settimane sara’ impossibile da osservare per la sua congiunzione con il Sole, prevista il 13 gennaio. Chi e’ mattiniero potra’ ammirare Marte e la stella Antares, la piu’ luminosa della costellazione dello Scorpione.

SANTA LUCIA, OGGI NON È IL GIORNO PIÙ CORTO DELL’ANNO

Il 13 dicembre il sole tramonta prima, ma è il 22 quello più corto perché l’alba ritarda di qualche minuto.

Non è il 13 dicembre il giorno più corto dell’anno: il primato spetta al giorno del solstizio d’inverno, che quest’anno cade il 22 dicembre.
“La credenza che il 13 dicembre sia il giorno più corto dell’anno è legata al fatto che in questa data il Sole tramonta qualche minuto prima, ma per calcolare il giorno più corto bisogna tener conto dell’orario in cui sorge il Sole e così il giorno più corto risulta il solstizio invernale”.
Durante il solstizio d’inverno, ossia nel momento in cui il Sole nel suo moto apparente lungo le costellazioni dello Zodiaco raggiunge la posizione più a Sud dall’equatore celeste, “il Sole tramonta qualche minuto dopo rispetto al 13 dicembre, ma anche l’alba è ritardata di alcuni minuti”.
Prima della riforma del calendario, la sfasatura fra calendario civile e calendario solare era tanto grande che il solstizio cadeva proprio fra il 12 e il 13 dicembre, rendendo così il giorno in cui si festeggia Santa Lucia il più corto dell’anno.
Secondo gli astrofili, nel periodo di massima attività sarà possibile osservarne un centinaio di meteore l’ora, Luna permettendo.
“La Luna ha infatti da poco passato la fase del plenilunio e sarà ingombrante” nonché “sempre presente perché sorge nelle prime ore della sera”.

Marte. Missione InSight.

Live


Ci siamo quasi, la sonda della Nasa progettata dai laboratori della JPL è quasi arrivata sul pianeta rosso, dopo aver affrontato un viaggio lungo quasi 7 mesi  (partita il 5 Maggio 2018).

Proprio in questi minuti si prepara ad atterrare sul pianeta rosso, e l’ora X è questa sera alle 20,54; non prima di affrontare i “sette minuti di terrore” nei quali, il calore prodotto dallo scudo termico con l’attrito con l’atmosfera, renderà è impossibile ogni comunicazione e quindi qualunque intervento da Terra.

Ebbene il conto alla rovescia è iniziato, e possiamo iniziare a seguire le manovre di inserimento sul canale della Nasa (in lingua inglese) , oppure sul canale Focus (in Italiano) .

Ma vediamo cosa rappresenta questa missione; proponendovi quanto descritto dalla rivista Focus, consultabile a questo indirizzo

 

Illustrazione: l’ingresso di InSight nell’atmosfera di Marte. | NASA/JPL-Caltech

 

La missione InSight (Interior Exploration using Seismic Investigations, Geodesy and Heat Transport), nasce da una collaborazione tra la missione della NASA e le agenzie di Europa e Giappone, e promette di farci sentire il “battito” del cuore di Marte, posizionandosi vicino all’equatore del Pianeta Rosso, dove poi si metterà in ascolto dell’energia sismica che scorre all’interno del corpo celeste, grazie al collocamento nel suolo marziano di un sensore per i movimenti sismici, che permetterà di capire meglio come funziona e come è fatto il sottosuolo di Marte.

Ogni dato che raccoglierà potrebbe raccontarci qualcosa di più sull’evoluzione di Marte e sulla sua stratificazione in nucleo, mantello e crosta.

Mars’ Interior: Artist’s rendition showing the inner structure of Mars

L’Italia è ampiamente presente in questa missione; il commissario dell’Agenzia Spaziale Italiana (Asi) Piero Benvenuti infatti racconta all’agenzia di stampa ANSA che: << Lo strumento Larri (Laser Retro-Reflector for InSight), è stato sviluppato da Infn e Asi per fornire la posizione precisa del rover. E’ un localizzatore gemello di quello che era a bordo del lander Schiaparelli, purtroppo distrutto nell’impatto con il suolo marziano per un errore del software. E’ italiano anche il radiotelescopio che dalla Terra catturerà i segnali dei due cubesat: tutte le informazioni dei due piccoli satelliti arriveranno al Sardinia Radio Telescope, “già entrato a pieno titolo nel deep space network”>>.

 

Seguendo quanto descritto sempre all’ANSA ecco tutto ciò che succederà tra poco nei 7 minuti decisivi di tutta la missione:

I 7 MINUTI DI TERRORE
Lo spettacolo entrerà nel vivo intorno alle 20:40, quando avverrà la separazione della sonda dalla piattaforma che l’ha portata fino a Marte.
Alle 20:41 Insight cambierà orientamento in modo da posizionarsi correttamente per l’ingresso in atmosfera, che avverrà sei minuti più tardi alla folle velocità di 19.800 chilometri orari.
Così inizierà la fase più delicata.
Alle 20:49, durante la discesa, lo scudo termico raggiungerà la temperatura rovente di 1.500 gradi: 15 secondi più tardi, la decelerazione toccherà il picco, e il surriscaldamento potrà causare temporanei blackout radio.
Alle 20:51 verrà aperto il paracadute e subito dopo avverrà il distacco dello scudo termico.
Ancora 10 secondi e il modulo di atterraggio (lander) dispiegherà le sue tre ‘zampe’.
Alle 20:52 verrà attivato il radar per misurare la distanza dal suolo.
Dopo la separazione dal guscio posteriore e dal paracadute, entreranno in azione i retrorazzi: il lander farà una giravolta per mettersi in posizione e rallenterà ancora per tentare un atterraggio morbido.
Se tutto andrà secondo i piani, il touchdown avverrà alle 20:54.
Alle 21:01 Insight proverà a inviare a Terra un ‘beep’ per dire che è ‘vivo’ e funzionante.
Le prime immagini della superficie di Marte non dovrebbero arrivare prima di domani. Intorno alle 2 della notte si saprà se Insight è riuscito a dispiegare i pannelli solari.

A questo punto vi auguriamo buona visione.

 

Le lacrime di San Lorenzo 2018

La giornata più famosa per alzare lo sguardo al cielo è quella del 10 Agosto, dedicata a San Lorenzo, e ricade nel periodo in cui la Terra attraversa una fascia di detriti dalle quali si originano le “lacrime” cioè le stelle cadenti.

Vi riproponiamo un articolo ben descritto dal sito dell’INAIF – media.inaf.it

Tra la fine di luglio (quest’anno, il 17 luglio) e la prima metà di agosto (grosso modo fino al 24) arrivano le cosiddette “lacrime di san Lorenzo”,  le meteore appartenenti allo sciame delle Perseidi, il cui picco quest’anno si registra tra le ore 16 del 12 agosto e le ore 4 della mattina del 13 agosto. La media prevista va da 60 a 100 meteore visibili a occhio nudo ogni ora – praticamente una al minuto. Le notti tra il 10 e il 15 agosto sono comunque altrettanto adatte per dare la caccia a questo fenomeno così affascinante.

Condizioni ideali – Gli esperti ritengono che quest’anno le condizioni per osservarle saranno perfette: il clima è ideale, in cielo non dovrebbero esserci nuvole e, se vi trovate lontano dai centri abitati e da fastidiose illuminazioni artificiali, lo spettacolo dovrebbe essere assicurato, dato che la Luna sarà assente nei cieli notturni tra il 10 e il 15, e sarà comunque nuova sabato 11.

Come osservarle e fotografarle – A parte procurarsi una coperta e qualche snack, per osservare queste scie luminose non vi servono costose attrezzature: magari una comoda sdraio, il resto lo faranno i vostri occhi. Davide Perna, ricercatore dell’Inaf di Roma con una borsa Marie Skłodowska-Curie, ci spiega meglio cosa fare: «Non sapendo esattamente dove e quando le meteore appariranno, il modo migliore per osservarle è sicuramente a occhio nudo. Binocoli e telescopi non farebbero altro che limitare il nostro campo di vista, e quindi la possibilità di vederne un buon numero. Chi vuole potrebbe cimentarsi con qualche tentativo fotografico: l’ideale sarebbe una reflex con un obiettivo grandangolare, un treppiede (e se possibile un telecomando o un temporizzatore), e una sensibilità intorno agli 800 Iso (o superiori, ma solo con cieli sufficientemente bui), con pose di circa 10-30 secondi, a seconda della luminosità del cielo».

L’ora giusta – Il momento migliore è nelle ore più tarde della notte, dalla mezzanotte fino al mattino presto. Perna consiglia di «aspettare almeno le 22, perché il cielo sia più buio specie dopo il tramonto della Luna, e il radiante cominci ad alzarsi sull’orizzonte. Per chi non teme il sonno e l’umidità, le Perseidi saranno osservabili praticamente fino all’alba».

Dove guardare? – «Il “radiante” delle Perseidi, ovvero il punto del cielo dal quale queste meteore sembrano provenire, è situato nella costellazione del Perseo (da cui il nome dello sciame), che sarà basso sull’orizzonte in direzione nord-est nella prima parte della serata, e poi via via sempre più alto», aggiunge Perna. «Ma le meteore più luminose saranno visibili a una certa distanza dal radiante: probabilmente il modo migliore per osservare le Perseidi è guardare in alto verso lo zenit, proprio sopra le nostre teste».

Ricordate che non è necessario guardare esattamente in quella direzione per vedere le stelle cadenti: potete guardare ovunque ed essere semplicemente fortunati!

Potete leggere l’articolo completo a questo link <<http://www.media.inaf.it/2018/08/09/stelle-cadenti-perseidi/>>

Eclissi di Luna, il 27 Luglio vivremo la più lunga del secolo.

 – Ci apprestiamo a un venerdì sera molo particolare, impreziosito dalla Eclissi totale di luna. –

Circa 43 minuti di eclissi totale – a cui se ne aggiungeranno altri  60 minuti se si considera anche la fase di penombra, cioè fase di “entrata” e “uscita” dal cono d’ombra della Terra.

Un Evento da ben 103 minuti, che la faranno la eclissi più lunga del secolo.

 

Gli orari.

Per assistere allo spettacolo, si dovrà alzare lo sguardo in direzione Est a partire dal tramonto, e l’oscuramento diverrà abbastanza visibile per le ore 20.00-20.30

La fase di totalità sarà tra le 21:30 e le 23:13, mentre il massimo dell’eclissi è previsto alle 22:22. Lo spettacolo si concluderà all’1:30 della notte del 28 luglio.

Fig. 1 – Progressione delle fasi di un’eclissi lunare totale.

“Si può definire un’eclissi per famiglie, perché il periodo e l’orario sono i più indicati per l’osservazione”, spiega all’ANSA Paolo Volpini, dell’Unione Astrofili Italiani (Uai).

 

Il Fenomeno Astronomico.

Fig. 2 – Visione artistica del fenomeno delle eclissi lunari (non in scala)

Prendendo le parole riportate dall’ANSA : << Il 27 sera la Terra si troverà tra il Sole e la Luna e proietterà sul satellite un cono d’ombra. “Man mano che scenderà l’oscurità sarà sempre più apprezzabile l’ombra che avanza sul disco lunare con le località di mare, dove l’est è libero, favorite”, sottolinea Volpini>>.

L’eclissi però non creerà una luna “Nera”, ma il nostro satellite assumerà un colore rossastro.

Ciò è dovuto al fatto che una piccola frazione della luce solare riuscirà a raggiungere la Luna e sarà quella filtrata dall’atmosfera terrestre; tale “filtro” bloccherà quasi tutti i colori e permetterà solo al rosso di passare (è lo stesso motivo per il quale anche il sole all’alba e al tramonto è rosso).

Ma perché questa eclissi di Luna durerà così tanto?

Il motivo risiede nel fatto che il nostro satellite il 27 luglio sarà prossimo all’apogeo, cioè alla distanza massima dalla Terra, che è pari a oltre 405mila chilometri.

La maggiore distanza (la media è di 384mila chilometri) produrrà un percorso sulla volta celeste più lento, regalandoci un tempo maggiore per ammirare il fenomeno. Il disco lunare, naturalmente, sarà un po’ più piccolo del solito a causa della lontananza, ma lo spettacolo non ne risentirà.

 

Curiosità.

Fig. 3 – Rappresentazione delle posizioni della Luna eclissata e di Marte

Il fenomeno sarà reso ancor più suggestivo grazie alla vicina presenza anche del pianeta Marte.

Il pianeta rosso si troverà in opposizione e al perielio (la minima distanza dal Sole), dunque nel giorno migliore dell’anno per ammirarlo. Un duetto davvero magnifico che durerà per tutto l’evento.

Entrambi i corpi celesti possono essere osservati a occhio nudo, ma naturalmente soltanto con un buon telescopio sarà possibile apprezzare alcuni dettagli di Marte e quelli più fini dei crateri e dei mari della Luna. Anche un buon binocolo potrà essere d’aiuto.

Non dimentichiamo infine la possibilità di osservare Venere, Giove e Saturno.
Una serie di circostanze favorevoli che renderanno memorabile questa serata astronomica !

Fig. 4 – Carta del Cielo per le ore 22.00, con la quale possiamo vedere la disposizione dei pianeti e delle principali costellazioni.

Note:

http://www.ansa.it/canale_scienza_tecnica/notizie/spazio_astronomia/2018/07/24/in-arrivo-leclissi-totale-di-luna-piu-lunga-del-secolo-_dd5dec56-b454-4988-a53a-b5056f61c0c6.html

https://www.uai.it/pubblicazioni/uainews/11-uainews/9188-27-luglio-2018-la-notte-della-luna-del-pianeta-rosso.html

26/07/2018

Ass. Meteopresila

 

 

Solstizio d’Estate. Con oggi entriamo nella nuova stagione

Buongiorno e buon Solstizio d’Estate .
Con oggi 21 giugno entriamo nella stagione Estiva anche al livello astronomico, raggiungendo la giornata con maggior ore di luce.
Per la precisione ben 15 ore e 15 minuti di luce; ovviamente a discapito delle ore di buio, le quali saranno accompagnate dalla Luna crescente al suo primo quarto.
L’orario preciso in cui ci troveremo con la posizione di massima altezza nell’emisfero boreale del Sole, viene calcolato alle ore alle 12,07 (ora italiana), con alba e tramonto rispettivamente (per la Calabria) alle ore 5.28 e alle ore 20.23.
Vi auguriamo una Buona nuova stagione Estiva.
Ass. Meteopresila.

Astronomia; Caduta della Stazione spaziale cinese Tiangong-1.

Da due anni a questa parte la stazione spaziale cinese Tiangong-1 è fuori controllo, e nelle prossime ore rientrerà in atmosfera.

Nota: Trovate gli Aggiornamenti in basso a fine intervento: ultimo agg. ore 03.15.

Le ultime previsioni effettuate dalle agenzie spaziali di ESA e ASI riportano una finestra per la caduta nella notte diel 2 Aprile (Il luogo e l’orario esatti si sapranno solo con poche ore di preavviso).

La stazione spaziale cinese Tiangong 1 in orbita intorno alla Terra, in un’illustrazione grafica (Agenzia spaziale cinese)

Cerchiamo quindi di fare un po’ di chiarezza rispetto alle preoccupazioni che abbiamo raccolto.

Con le sue 8.5 tonnellate metriche di massa (iniziale), Tiangong-1 non è sicuramente il più grande rientro incontrollato nella storia dei voli spaziali. Questo sarebbe invece Skylab con 74 tonnellate metriche.

Diciamo subito che non si tratterà di un impatto singolo.

Il corpo principale della navicella, lungo 10,4 metri, è costituito da due cilindri di lunghezza pressoché uguale e in esso  sono presenti diverse parti più o meno resistenti; da qui quindi , la possibilità che si possano formare numerosi frammenti e, qualora alcuni di essi dovessero riuscire a sopravvivere all’attrito con l’atmosfera, si spargeranno su una grossa area e c’è una remotissima possibilità che ciò avvenga su aree popolate.

La possibilità che i frammenti cadano sull’Italia centro meridionale esiste, MA è molto remota, misurata a circa 0.02%; percentuale che si abbassa drasticamente per le persone, se uno tiene conto della nostra densità di popolazione.

La probabilità personale di essere colpiti da un pezzo di detrito proveniente dalla Tiangong-1 è in realtà 10 milioni di volte inferiore alla possibilità annua di essere colpiti da un fulmine.

Fig. 1 – Aggiornamento 01 Aprile – Evoluzione attuale e prevista della caduta della stazione, con riferimento temporale. Credit: AerospaceCorporation/ESA

 

Fig. 2 – Area potenziale di rientro – Credit: AerospaceCorporation/ESA

 

Dalla foto in Fig. 2 si vedono le zone interessate, quelle tra i 44° Nord e 44° Sud di latitudine, e la loro densità di popolazione. Quindi possiamo avere un’idea di quanto sia vasta l’area in cui potrebbe cadere la stazione.

In ogni caso la Protezione Civile e l’Agenzia Spaziale Italiana hanno diramato veri comunicati,  che spiegano cosa fare in caso di caduta su suolo italiano (uno dei quali visibili qui : http://www.protezionecivile.gov.it/jcms/it/view_com.wp?contentId=COM68430).

Perché è così difficile capire dove e quando cadrà la stazione spaziale?

Beh per spiegarlo ci affidiamo al commento rilasciato dall ESA proprio nell’aggiornamento odierno in cui si evidenziava uno spostamento della data tra domenica 01/04 e lunedì 02/04 :

“Uno dei motivi principali per cui è così difficile fare previsioni accurate sul rientro , anche se solo pochi giorni prima del previsto rientro, si è materializzato durante giovedì di questa settimana.

Un flusso ad alta velocità di particelle dal Sole, che avrebbe dovuto raggiungere la Terra e influenzare il campo geomagnetico del nostro pianeta, in effetti non ha avuto alcun effetto, e il tempo spaziale più calmo attorno alla Terra e la sua atmosfera è ora prevista nei prossimi giorni .

Ciò significa che la densità dell’atmosfera superiore, attraverso la quale Tiangong-1 si muove, non è aumentata come previsto (che avrebbe trascinato prima il veicolo spaziale verso il basso) e quindi l’Ufficio Debris Space ESA ha regolato il tasso di decadimento previsto.

Ciò implica che la nuova (e ancora incerta) finestra di rientro si è spostata verso la fine della giornata del 1 aprile”.

 

++ Qui di seguito metteremo i vari aggiornamenti rilasciati ++

AGGIORNAMENTO: ORE 03:15 – 2 APRILE 2018

E’ rientrata, la stazione spaziale cinese è caduta a sud del Pacifico alle ore 02.16.

Iniziano ad arrivare le prime notizie in merito, vari osservatori informano di cadute di frammenti nell’oceano.

 

AGGIORNAMENTO: ORE 02:40 – 2 APRILE 2018

La Tiangong-1 è ancora in volo, ma la sua altezza è ormai al limite con gli attuali 120km, si attendono ancora notizie in merito al punto in cui potrebbe iniziare l’impatto con l’atmosfera.

AGGIORNAMENTO: ORE 23:05 – 1 APRILE 2018 (TUTTI GLI ORARI RIGUARDANO L’ITALIA)

Secondo l’ultimo aggiornamento di Aerospace Corp alle 22:53 la Tiangong-1 si trovava a un’altitudine di 133 km. L’impatto è stimato per le 2,30 del 2 aprile, con un’incertezza di +/-  un’ora e quaranta minuti. La finestra temporale, dunque, va dalle 0:50 alle 4:10.

Per l’Agenzia Spaziale Italiana (Asi), l’ora x è stimata per le 02.44 del 2 aprile con una finestra di incertezza tra un’ora e mezzo e le due ore e mezzo. Si tratta di un’informazione importante, perché in questo intervallo di tempo si riducono ulteriormente le “finestre di interesse” per l’Italia: ne resterebbe aperta soltanto una che prevede il parziale (e pur sempre altamente improbabile) coivolgimento dell’isola di Lampedusa.

Credit: https://www.focus.it/scienza/spazio/dove-si-trova-la-tiangong-1-aggiornamenti

AGGIORNAMENTO: ORE 20:15 – 1 APRILE 2018 (TUTTI GLI ORARI RIGUARDANO L’ITALIA)

Un ultimo aggiornamento:

1) Secondo US-StratCom Tiangong-1 precipiterà il 2 aprile alle 01:34 con un margine di errore di +/- 5 ore

2) Secondo l’ESA Tiangong-1 precipiterà il 2 aprile alle 06:00 con un margine di errore di +/- 4 ore

3) Secondo Satview.org Tiangong-1 cadrà l’1 aprile allo 01:05 nell’Oceano Atlantico come nella mappa qui sotto.

Credit: https://www.focus.it/scienza/spazio/dove-si-trova-la-tiangong-1-aggiornamenti

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AGGIORNAMENTO: ORE 20:00 – 1 APRILE 2018 (TUTTI GLI ORARI RIGUARDANO L’ITALIA)

Un ultimo aggiornamento arriva da Satview.org: secondo loro modelli Tiangong-1 cadrà l’1 aprile allo 01:05 nell’Oceano Atlantico come nella mappa qui sotto.

 

Questo è il messaggio tradotto dal sito del’ESA:

Aggiornamento 1 aprile 2018

Con gli ultimi dati orbitali disponibili e le previsioni meteorologiche spaziali, la finestra di previsione del rientro si è stabilizzata e si è ridotta ulteriormente a un periodo di tempo compreso tra la notte del 1 ° aprile e la mattina del 2 aprile (in ora UTC).

Aggiornamento 11:00 CET, 31 marzo 2018

Il team di esperti dell’ESA ha adattato le previsioni di rientro nelle ultime 24 ore per tenere conto delle condizioni di bassa attività solare. I nuovi dati ricevuti durante la notte, hanno confermato ulteriormente che la finestra delle previsioni si sta spostando verso la fine del 1 ° aprile.

Il team ora prevede una finestra centrata intorno alle 23:25 UTC del 1 aprile (01:25 CEST 2 aprile) e si svolgerà dal pomeriggio del 1 aprile al mattino presto del 2 aprile. Questo rimane altamente variabile.

 

 

 

In viaggio verso Marte… in Auto.

Ebbene si, il lancio è riuscito e ora abbiamo un’automobile in viaggio nel sistema solare.

Come abbiamo detto nell’articolo precedente, è partito il più potente lanciatore a disposizione; il debutto del razzo pesante di SpaceX denominato Falcon Heavy.

La partenza, avvenuta con oltre due ore di ritardo per i forti venti in quota, è stata perfetta e quasi tutto è andato secondo le previsioni.

Dai primi dati non ancora confermati ufficialmente, pare che il razzo centrale sia arrivato sulla piattaforma, ma che l’appontaggio non sia riuscito e il razzo sia andato perso.

Il suo carico per il Test è stato quello di una vettura elettrica della Tesla, una Roadster rossa, che insieme al suo “passeggero” Starman, un manichino con una tuta spaziale che, << Udite – Udite >>, sono in  — Live streaming –, e potete vederlo sul canale Youtube della SpaceX; sotto metteremo anche noi il link alla diretta.

 

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