Colpo di coda invernale. Torna il freddo e arriva il maltempo

Prime analisi sulla nuova settimana, forse la più movimentata da dicembre ad oggi.

Sul bordo dell’anticiclone che punta sulla penisola Scandinava, scivolerà una massa d’aria molto fredda di matrice artico continentale che in modo retrogrado interesserà buona parte dell’Europa.

Il centro-nord Italia avrà a che fare con temperature molto basse che garantiranno gelate e nevicate a quote bassissime.
Il sud Italia resterà ai margini ma avrà la sua dose di freddo, neve e pioggia.

Il freddo sarà più intenso sulla Calabria settentrionale dove le nevicate potrebbero scendere abbastanza di altitudine; Calabria centrale e meridionale più ai margini.

Figura 1 – Rappresentazione dell’arai fredda in arrivo, periodo tra oggi 21 Marzo e Mercoledì 25 Marzo. Credit GFS by Meteociel.fr

Si parte domani:

DOMENICA. Una blanda depressione afro-mediterranea spingerà correnti umide di scirocco, tanta nuvolosità, venti da sud-est moderati ma deboli piogge più probabili al pomeriggio specie su bassa Calabria e a ridosso dei rilievi.

LUNEDÌ. La depressione sarà ancora attiva seppur in allontanamento verso levante ma determinerà ancora instabilità sull’intera regione con pioggia sparsa nuovamente più probabile al pomeriggio e alla sera quando inizierà l’aflusso dell’aria artica con quota neve sulla Sila in lento ma costante calo. Nella notte tra lunedì e martedì non si escludono nevicate fin sui 400-500mt su calabria settentrionale e fin su 800mt su Calabria centrale

MARTEDÌ. Freddo in accentuazione, e precipitazioni specie nella prima metà del giorno con quota neve in leggero calo.

MERCOLEDÌ richiamo mite, con tanto nuovo maltempo e tanta neve sulla Sila con quota neve inizialmente bassa ma in rapido aumento. Possibili forti precipitazioni sulla regione, specie sulle aree ioniche.

Figura 2 – Rappresentazione della distribuzione delle piogge in arrivo, periodo tra oggi 21 Marzo e Mercoledì 25 Marzo. Credit GFS by Meteociel.fr

Ovviamente questa è la previsione in linea di massima. Si tornerà giorno per giorno nei dettagli.

Fig.3 – Andamento temperature e precipitazioni previste

MA Occhio alle sorprese e al maltempo.

Nel frattempo vi invito a STARE A CASA.

Intervento realizzato da Domenico Talarico

CoVid-19 e ambiente; una relazione particolare.

Approfittando della lunga quarantena, continuano gli approfondimenti da parte di Meteopresila, che provano a spiegare in modo semplice, la correlazione tra ambiente e fenomeni quotidiani.

In questo appuntamento andremo ad affrontare una notizia molto particolare, da interpretare sotto molti aspetti.

Da qualche giorno i giornali e le televisioni sottolineano che, date le quarantene imposte dai vari Governi nazionali (Cina in primis), i livelli di inquinamento dell’aria sono radicalmente scesi.
In quest’articolo proveremo ad analizzare e a spiegare quanto accade in questi giorni. Prima però si necessita di una breve spiegazione per capire il fenomeno.

Inquinamento atmosferico

Con il termine inquinamento atmosferico si intende la presenza nell’aria di sostanze che modificano la naturale composizione dell’atmosfera terrestre: 78% di azoto, 21% di ossigeno e 1% di argon e di “gas in traccia”, che comprendono anche tutte le sostanze cosiddette “inquinanti”.

Gli inquinanti si suddividono in primari, emessi direttamente in atmosfera, e secondari, formati in atmosfera per reazioni fisico-chimiche tra inquinanti primari.

L’origine di queste sostanze può essere naturale (eruzioni vulcaniche, erosione eolica) o antropica (attività produttive, combustioni).

Una volta immessi in atmosfera, gli inquinanti sono soggetti a fenomeni di dispersione, trasporto e trasformazione chimica; per tale motivo, la concentrazione degli inquinanti in aria cambia notevolmente nel tempo e nello spazio. (fonte ARPA Valle d’Aosta)

Fatta questa doverosa premessa, possiamo ora scendere brevemente nel dettaglio per definire quali sono i componenti primari di cui sentiamo parlare ogni giorno:

  • PM 2.5 – PM 10

Il particolato atmosferico è una miscela di sostanze organiche ed inorganiche, si tipo solido o liquido, che possono avere origine naturale, come ad esempio il polline, o natura antropica, derivante da attività industriali e dalle combustioni di carburanti di tipo carbonico, come il petrolio e i suoi derivati. La caratteristica principale delle particelle di tipo PM è la lunga permanenza in atmosferica e possono essere trasportate per lunghe distanze o resistere per lungo tempo in un posto specifico (come nella pianura Padana);

  • Ossidi di azoto tipo Nox

L’azoto, combinandosi con l’ossigeno presente nell’atmosfera, genera diverse tipologie di componenti, tra cui il biossido di azoto NO2. Si forma in qualsiasi processo di combustione dove si impiega l’aria come comburente. La reazione del composto NO con la radiazione solare contribuisce alla formazione degli inquinanti come l’ozono. Anche in questo caso l’origine può essere naturale, derivante dai batteri o da vulcani attivi, o antropica, derivante dalla lavorazione delle centrali termoelettriche o dal riscaldamento domestico;

  • Monossido di carbonio CO

Il monossido di carbonio è l’inquinante gassoso più abbondante in atmosfera. Si tratta di un inquinante primario che ha una lunga permanenza in atmosfera (fino a quattro-sei mesi). Esso proviene dalla combustione di materiali organici, nel caso in cui la quantità di ossigeno a disposizione è insufficiente.

Le sorgenti principali di produzione della CO sono il traffico urbano, le industrie di raffinerie di petrolio e fonderie, smaltimento dei rifiuti e, soprattutto, si sviluppa in forti quantità durante gli incendi boschivi.

I componenti appena descritti sono le forme principali di cui sentiamo parlare ogni giorno. La reazione tra di loro genera vari composti, che possono andare ad intaccare l’atmosferica (come nel caso del buco dell’ozono, ossia la riduzione dello strato di ozono atmosferico) o creare barriere che possono modificare l’ambiente (come nel caso dei gas serra, condensazione di gas che limitano il naturale percorso della luce e dell’aria, trattenendo la componente dell’irraggiamento e modificando temperatura e clima in specifiche zone).

Finita questa doverosa premessa, entriamo nello specifico della notizia. In uno studio pubblicato congiuntamente tra NASA, l’agenzia spaziale americana, e l’ESA, l’ente spaziale europeo, i valori di NOx e gli altri inquinanti è sceso drasticamente in tutto il mondo.

Il CoronaVirus e il blocco delle attività umane

Inquinamento Pianura Padana Immagini Aprile 2019 – l’immagine contiene un’elaborazione dei dati Copernicus Sentinel 2019, processati da ESA

Come rilevato infatti dalla rete di satelliti Sentinel, facenti parte del progetto Copernicus, progetto finanziato e realizzato dall’Unione europea, che dal 2014 monitora i cambiamenti climatici grazie appunto ad una rete di satelliti realizzati ad hoc; le zone che di solito presentano concentrazioni elevate, come la Pianura Padana e il nord della Cina, zona fortemente industrializzata, hanno raggiunto quantità di aria accettabili rispetto ai mesi precedenti.

Ricordiamo che ad inizio anno, nel Nord Italia si è vissuto il blocco totale dei mezzi fino alla categoria Euro 3 o 4 in base alle zone (le categorie sono definite in base alla quantità di inquinamento prodotto dai vari tipi di combustione sui mezzi di trasporto).

Nel Video di seguito possiamo vedere nel dettaglio proprio quanto descritto prima

https://www.esa.int/ESA_Multimedia/Videos/2020/03/Coronavirus_nitrogen_dioxide_emissions_drop_over_Italy

Questa è la chiara dimostrazione di come l’uomo sia artefice della gran parte dell’inquinamento atmosferico.

Nonostante l’applicazione di politiche internazionali volte alla riduzione dell’impiego di risorse per abbattere il consumo e l’inquinamento, come gli accordi di Parigi o il protocollo di Kyoto, finora non si erano mai registrati dei valori così drastici di abbassamento delle componenti inquinanti nell’aria.

Nei periodi di quarantena invece, quindi da fine gennaio ad oggi, con conseguenti mezzi fermi e trasporti ridotti, considerando inoltre la drastica riduzione del consumo delle risorse per la produzione di energia utile alle attività produttive e al riscaldamento degli ambienti (favoriti anche da un inverno con temperature più alte della media), in tutto il mondo l’abbassamento di questi valori è risultato molto evidente.

L’obiettivo del progetto di sviluppo sostenibile, organizzato dall’ONU nel 2015 ed avente 169 target da raggiungere entro il 2030, è proprio quello di arrivare ai valori registrati in questo mese.

Forse da questo enorme ostacolo che stiamo vivendo in questi giorni, riusciremo ad imparare una grande lezione.

Il mondo è malato, inquinato dalla mano dell’uomo.

Qui di seguito possiamo veder l’esempio Cinese, con effetti anche superiori rispetto al caso italiano.

Famosa mappa ritraente l’inquinamento da biossido d’azoto in Cina.

 

Vogliamo davvero continuare così?

Arrivederci al prossimo appuntamento da parte di Meteopresila

 

L’oscillazione Artica, il primo responsabile sul nostro inverno.

Proviamo a dare uno sguardo su quanto sta avvenendo lungo i cieli europei.

L’Artic Oscillation Index (AO), noto anche come Northern Hemisphere annular mode, è un indice su larga scala della variabilità climatica.

Quando l’AO è nella sua fase positiva, un anello di forti venti circolanti in senso antiorario intorno al Polo Nord confina l’aria più fredda nelle regioni polari (Vortice polare molto compatto, capace di scatenare diverse tempeste sulle nazioni oltralpe).

In tale situazione, la pressione a livello del mare alle alte latitudini è estremamente bassa (rafforzamento del vortice polare), mentre alle medie latitudini si ha un rafforzamento degli anticicloni.

Fig.1 – Immagine rappresentativa della AO

 

Questo è quanto sta avvenendo ormai da diversi giorni con un indice AO decisamente elevato (probabilmente da record in quanto mai registrato), con violente temereste che si abbattono sul nord-Europa e condizioni nettamente primaverili lungo le aree del Mediterraneo.

La situazione prevista per i prossimi giorni, (ci viene in ausilio il grafico), pare possa proseguire su questo trend addirittura con un indice AO estremamente elevato (fino a 8 unità).

Fig.2 – Grafico indice AO

Questo si tradurrà in nuove tempeste che potrebbero minacciare il nord-Europa e caldo anomalo che invece continuerà ad interessare le aree del sud-Europa.

Anche questo, è un ulteriore segnale, che unito alla diminuzione dei ghiacci dell’Antartico e dell’aumento progressivo dei gas serra, ci mostra quanto oramai il sistema climatico sia divenuto estremamente vulnerabile.

Siamo in corsa verso effetti sconosciuti del clima che inevitabilmente si traducono in una estremizzazione, sempre più evidente dei fenomeni meteorologici.

Fig. 3 – Andamento (Possibile) delle temperature dei prossimi 15 giorni

Per ora accontentiamoci di un veloce peggioramento nella metà della prossima settimana (Vedi Fig.4), poi l’alta pressione potrebbe riacquistare la sua egemonia, con condizioni di tempo stabile; aggravando in caso ulteriormente il problema della siccità.

Si cambia scenario sulla Calabria, analisi meteo.

Una massa d’aria gelida sta facendo avvezione lungo il bacino del Mediterraneo, garanzia di un netto peggioramento del tempo che prenderà atto nelle prossime ore.

Si tratta di aria molto fredda, densa, di origine artica, caratterizzata da temperature decisamente basse, soprattutto alle quote più alte, laddove entro le prime ore della notte, è atteso l’arrivo dell’isoterma (-30°C a 500 hPa).

La massa d’aria scivolando verso sud, farà i conti con un netto aumento della vorticita’ ciclonica, acquistando quindi la tendenza di ruotare attorno ad un minimo di bassa pressione, presente sui Balcani. (immagine 3).

L’elevato contrasto termico che insorgera’ tra l’aria calda presente e codesta descritta, darà spazio ad un netto aumento dell’instabilità baroclina (immagine 1, dove osserviamo le isobare perpendicolari alle isoipse), ciò si tradurrà nella nascita di un marcato sistema frontale (a carattere freddo), pronto a sollevare velocemente l’aria calda presente al suolo, enfatizzando un forte gradiente termico verticale, accentuato, inoltre per via della presenza di aria secca stratosferica (immagine 4, osserviamo la presenza di elevata vorticita’ potenziale isoentropica e parametri frontali).

Il fronte freddo è previsto raggiungere anche la Calabria entro le prime ore della notte, apportando un rapido guasto del tempo, con temporali localmente di forte intensità, grandinate e raffiche di vento molto forti.

Ciò avverrà in maniera piuttosto veloce.

Al suo passaggio da nord ovest verso est, seguira’ la discesa di aria via via più gelida, con fenomeni in veloce esaurimento ma che laddove saranno presenti assumeranno carattere nevoso a partire dai 6-700 metri di quota.

Venti che ruoteranno a tramontana e che spireranno per tutta la giornata di domani fino a 90-100 km/h.

Riassumendo, nelle prossime ore guasto del tempo con veloce passaggio di rovesci e temporali anche a suon di grandine, fenomeni in veloce esaurimento.

Possibilità di nevicate nella giornata di domani a partire da quote medie, con particolar riferimento a Sila Grande e Pollino.

Temperature in drastico calo e venti di burrasca forte.

Rimanete con noi.

Intervento a cura di Umberto Rossini – Meteosavelli

Febbraio 2020; ondata di freddo alle porte.

Oggi e domani temperature molto miti, ma entro mercoledì è attesa un’ondata di gelo!

Stiamo vivendo un periodo decisamente anomalo, con temperature eccezionalmente miti su gran parte del territorio, ciò è dovuto sostanzialmente al fatto che il freddo rimane confinato lungo le aree del nord-Europa, mentre il bacino del Mediterraneo è alle prese con un’avvezione di aria calda subtropicale.

Temperature Massime registrate oggi 03/02/2020 – Credit meteonetwork – Arpacal

Nei prossimi giorni tuttavia, una massa di aria gelida artico-continentale, riuscirà a scalfire l’aria molto tiepida, garantendo un significativo crollo delle temperature (che da ampiamente positive, scivoleranno al disotto della media del periodo).

Lo scontro fra due masse d’aria dai connotati diversi, darà vita ad un fronte freddo, in grado di scivolare velocemente lungo il Sud-Italia, tra martedì notte e mercoledì, e di apportare fenomeni nevosi anche a quote basse.

Immagine GIF in cui possiamo vedere l’ingresso d’aria fredda nei prossimi giorni

In contemporanea è atteso un forte rinforzo della tramontana che raggiungerà valori di burrasca forte fino a 90-100 km/h.

Attenzione al Vento Forte tra Martedì 4

Prepariamoci dunque, ad un netto cambio di scenario, in poche ore si passerà da primavera inoltrata a condizioni invernali (le temperature scivoleranno di circa 15 gradi, rispetto ai valori attuali), e in concomitanza al vento forte la temperatura percepita risulterà davvero gelida!.

Variazione temperature previste per i prossimi giorni in grafico – Riferimento a 1500m circa

 

Le nevicate potrebbero fare ritorno su buona parte della Calabria, seguiranno nuovi aggiornamenti nelle prossime ore, per focalizzarci sulle aree che saranno più interessate.

Per ora limitiamoci a dire, che da metà settimana, correnti gelide dal nord-Europa, porteranno nuovamente l’inverno.

Intervento realizzato da

Umberto Rossini – Meteosavelli

Caratteri generali dei terremoti e inquadramento nel contesto regionale calabrese

Perché i terremoti in Calabria?

In termini estremamente semplici, i terremoti sono fenomeni naturali endogeni che rappresentano, al tempo stesso, gli effetti e le prove più evidenti della dinamica in atto nel nostro Pianeta; Il terremoto, di conseguenza, può essere considerato a pieno titolo fenomeno naturale, come le alluvioni e le eruzioni vulcaniche, ma è molto più rapido: parliamo di durate dell’ordine dei secondi, che possono arrivare, al massimo, a qualche minuto.

Ma questa velocità non ci deve ingannare: le condizioni per generare un terremoto si preparano lentamente, nel corso di secoli o millenni.

È il tempo che occorre per accumulare quell’immensa energia.

 

Fatta questa breve ma essenziale premessa, cerchiamo di comprendere il motivo per cui la Calabria ha una pericolosità sismica così elevata; per far ciò dobbiamo chiamare in causa la “Teoria della tettonica a placche”, secondo la quale i continenti si muovono e costituiscono un insieme di placche rigide, appunto in movimento su un orizzonte plastico. I continenti possono avvicinarsi o allontanarsi reciprocamente ed è fondamentale tenere presente che, in corrispondenza dei punti di contatto tra i continenti, le rocce tendono a fratturarsi.

La Calabria è così esposta a rischio sismico in quanto è collocata esattamente lungo la zona di contatto tra l’Europa e l’Africa che si stanno avvicinando ad una velocità di circa 7 millimetri/anno: in altre parole, la Calabria è compressa nella grande morsa costituita dalla placca africana (a sud) e da quella europea (a nord).

 

Fig. 1: Schema di interazione tra la Placca Europea e la Placca Africana (www.protezionecivilecalabria.it).

 

Faglie e rischio sismico ad esse correlato

Come descritto nel paragrafo precedente, la Calabria risulta essere compressa nella morsa costituita dalla placca africana (a sud) e da quella europea (a nord); tale morsa provoca la graduale rottura delle rocce caratterizzanti la struttura del territorio calabrese, lungo fratture molto estese, contraddistinte da lunghezze variabili da decine fino a centinaia di chilometri e profonde generalmente fino a 10-15 km, che tecnicamente prendono il nome di “faglie”.

Le faglie producono spostamenti e, di conseguenza, attriti che provocano la liberazione istantanea dell’energia elastica accumulata prima della rottura, sotto forma di energia “sismica”, cioè di onde sismiche (terremoto); nello specifico, parte dell’energia rilasciata durante il processo di fratturazione viene spesa per generare le onde sismiche che, raggiunta la superficie terrestre, creano lo scuotimento del suolo.

Le onde sismiche originatesi all’ipocentro si propagano in tutte le direzioni.

Il processo di fratturazione delle rocce che genera queste onde dura alcuni secondi, ma il tempo di propagazione dall’ipocentro alla superficie terrestre può essere anche di diversi minuti.

Le onde sismiche si dividono in onde di Volume ed onde di Superficie. Le onde di Volume, denotate come onde P, primarie, ed S, secondarie, hanno diversa modalità di propagazione. Al passaggio di un’onda P le particelle che costituiscono il mezzo si deformano temporaneamente producendo compressioni e dilatazioni nella stessa direzione di propagazione dell’onda.

Fig. 2: Le onde longitudinali “P” (www.ingv.it).

Al passaggio di un’onda S, invece, le particelle oscillano in direzione perpendicolare alla direzione di propagazione dell’onda (figura 3). Le due onde si propagano con velocità differente.

Ad esempio, nella crosta terrestre la velocità media dell’onda P è circa 6,5 km/s, mentre la velocità media dell’onda S è circa 3,5 km/s. Al contrario delle onde P, le onde S non si propagano nei liquidi.

L’ampiezza delle onde di volume decresce con l’aumentare della distanza dalla sorgente.

Fig.3: Le onde longitudinali “P” (www.ingv.it).

La Calabria è attraversata da un sistema di faglie in piena attività (linee in rosso in figura 4), che si sviluppa dalla Valle del Crati, passa per lo Stretto di Messina e termina in Sicilia orientale.

Queste faglie rappresentano settori ad elevato rischio sismico ed hanno originato la quasi totalità dei terremoti catastrofici che hanno colpito la Calabria in epoca storica: il terremoto della Valle del Crati del 1183, il terremoto di Reggio e Messina del 1908, la crisi sismica della Calabria meridionale del 1783, terremoti della Calabria centrale del 1638 e del 1905, i terremoti del cosentino del 1835, 1854 e 1870 (www.protezionecivilecalabria.it),

Fig. 4: Schema delle principali faglie della Regione Calabria (www.protezionecivilecalabria.it).

Considerazioni personali conclusive

Si può sicuramente affermare che la Calabria è una Regione ad alta pericolosità sismica, situazione che appare lapalissiana osservando la figura 5, di conseguenza è necessario entrare nell’ordine di idee che il verificarsi di scosse di terremoto può essere naturale e fisiologico;

Fig. 5: Mappe di pericolosità e rischio sismico (www.protezionecivilecalabria.it).

Inoltre, i terremoti sono di solito accompagnati da eventi secondari di magnitudo inferiore che seguono la scossa principale e si definiscono repliche o aftershocks (impropriamente dette scosse di assestamento). Un terremoto, allo stato attuale delle conoscenze, è un fenomeno non prevedibile.

La Ricerca Scientifica, se da un lato non è in grado di dire “quando”, può dire “dove” presumibilmente si verificherà un terremoto.

Grazie agli studi compiuti negli ultimi anni, sono note le aree sismogeneticamente attive ed è possibile dare un’indicazione sulla magnitudo attesa di un terremoto che, presumibilmente, si verificherà in un’area.

Contribuiscono inoltre alla minimizzazione dei danni anche le attuali normative del “buon costruire” e la corretta opera di divulgazione ed educazione alla conoscenza del fenomeno terremoto e dei suoi effetti, che può fornire gli strumenti adeguati a fronteggiare eventuali emergenze facendo sviluppare, nelle popolazioni residenti in aree esposte a rischio quella “cultura della prevenzione”, che solo in parte è presente nella nostra cultura.

 

Dott. Geol. Matteo Montesani

La nostra storia e i nostri obiettivi. Presentazione progetto -live weather-

L’associazione Meteopresila è lieta di annunciare l’installazione di una stazione meteorologica presso il Comune di Taverna;

Invitiamo a chi vuole partecipare alla presentazione della stazione meteo "Davis" al comune di Taverna, Sabato 18 Gennaio ore 15.00, presso il palazzo comunale.

Una strumentazione che andrà a supportare e migliorare quelle che sono le informazioni ambientali che si potranno osservare ed archiviare nel centro presilano.

Meteopresila è un’associazione, nata dalla passione di un gruppo di ragazzi per la meteorologia, la tecnologia e, soprattutto, l’attenzione e la cura per l’ambiente.

L’associazione annovera tra i suoi obiettivi il miglioramento della cultura della meteorologia, e lo si è sempre fatto discutendone tramite sito internet, forum online e i social network;  osservando ed analizzando gli eventi meteorologici che durante l’anno si susseguono, e sviluppando nel contempo una comunità interessata al meteo e a tutto ciò che è adesso collegato.

Proprio in questi anni di esperienza “lavorativa” abbiamo capito quanto sia fondamentale conoscere ed approfondire le fenomenologie che colpiscono il nostro  territorio.

Comprendere come reagisce ai determinati eventi meteorologici un’area, permette di apprenderne le sue caratteristiche climatiche, e generare una maggiore consapevolezza anche dei rischi a cui è esposto quando si presenteranno determinati fenomeni atmosferici.

Queste informazioni stanno avendo sempre più seguito nei confronti del pubblico.

Possiamo vedere ciò durante l’emissioni delle allerte meteo, le quali oggi sono ascoltate con maggiore consapevolezza dal pubblico, che si informa per comprenderne l’effettiva pericolosità per la propria incolumità.

Alla luce di ciò, riteniamo che sia di grande importanza fornire maggiori informazioni di quelli che sono i più tipici dati meteorologici; quali, la temperatura, la media pluviometrica, l’umidità, direzione e velocità del vento, la pressione atmosferica, dew point ecc…

Display della Stazione Meteorologica, in cui possiamo vedere un esempio dei dati visualizzati trasmessi dai sensori all’esterno

Per farlo si richiedono degli strumenti che siano in grado di percepire con precisione tali dati, e tradurli poi in numeri e grafici che possano mostrarci in modo chiaro e preciso quanto registrato.

Da tutto ciò scaturiscono poi le informazioni, che permetteranno di conoscere quello che è il clima e il microclima di una determinata area.

Nasce così l’idea del progetto “live weather”

Un programma che ha l’obiettivo di installare per ogni comune, una stazione meteo adatta a questo tipo di misurazioni, ed una webcam da inserire nella rete online già da noi precedentemente creata.

 

Ciò renderà accessibile a chiunque ne abbia bisogno il monitoraggio ambientale, in modo semplice e gratuito, permettendo inoltre, ai luoghi interessati, di godere anche di una promozione turistica data dalla maggiore visibilità derivata dalle webcam.

In questi anni abbiamo quindi iniziato a creare una rete di osservazione, cominciando dalle webcam in streaming sul sito dell’associazione, che ci permettono di monitorare e descrivere i fenomeni che si susseguono sul nostro territorio (Un esempio di questo progetto sono le webcam installate in Sila Piccola,che hanno riscosso molto successo nell’ambiente digitale).

Webcam visibili a questo Link visibile cliccando sull’immagine qui proposta

Con oggi, siamo riusciti a dare inizio anche alla realizzazione di una rete di stazioni meteo, partendo da questa installazione sul comune di Taverna, che sarà per noi da apripista per quelle future.

Come detto sopra, RITENIAMO CHE LA CREAZIONE DI UNA RETE DI STAZIONE METEO SIA ESSENZIALE per capire, conoscere e prevedere, nei limiti della tecnica a disposizione, quali possono essere le criticità che possono colpire un territorio, risultando fondamentale nella prevenzione e nello studio di soluzioni che possano ridurre al minimo tutte le problematiche legate ad essi.

Le nostre idee programmatiche in oltre non finisco qui, da poco abbiamo iniziato ad avviare progetti legati sempre al monitoraggio del territorio, ma con diverse modalità.

Un esempio è  il progetto “Tropical Presila “, ovvero, un programma per capire come il clima stia mutando, e come reagiscono i microclimi nelle aree della nostra presila.

Immagine ritraente il nostro responsabile del progetto “Tropical Presila”, insieme ad una pianta di Banano

Per monitorare ciò,  abbiamo deciso di sfruttare la natura stessa, e quindi piantare delle piante di tipo tropicali sul nostro territorio, al fine di valutare la loro crescita e sviluppo all’interno del nostro clima.

Dalla loro reazione e dalle osservazioni che se ne potranno fare, potremo capire come aree della presila (o anche solo porzioni limitate di territorio come delle piccole vallate), possano contenere degli habitat idonei anche per specie di piante estranee alla nostra macchia mediterranea, o alla tipica agricoltura locale.

Creando questi tipi di rete, si possono avere numeri reali che contribuiscono a descrivere al meglio il nostro territorio, valutarlo e valorizzarlo al meglio, per come già descritto.

Ringraziamo il Comune di Taverna, che ha creduto nel nostro progetto, permettendoci di installare una stazione proprio sul Comune.

Auspichiamo che questo progetto possa davvero interessare ed essere utile all’intera popolazione.

L’ass. Meteopresila

 

TERREMOTO, SCOSSA nella presila catanzarese

Aggiornamento: Il terremoto è stato localizzato da: Sala Sismica INGV-Roma.

Un terremoto di magnitudo ML 4.0 è avvenuto nella zona: 6 km N Albi (CZ), il

16-01-2020 23:37:09 (UTC) 16 minuti, 4 secondi fa
17-01-2020 00:37:09 (UTC +01:00) ora italiana
con coordinate geografiche (lat, lon) 39.08, 16.61 ad una profondità di 8 km.

Zona Epicentro comune di Albi Cz

Maggiori informazioni si possono avere sulla pagine dedicata all’evento: http://terremoti.ingv.it/event/23783441

Si è da poco avvertita una netta scossa di terremoto nei dintorni del Catanzarese.

Sul sito dell’INGV possiamo leggere:

STIMA PROVVISORIA – Terremoto di magnitudo tra 3.7 e 4.2 ore 00:37 IT del 17-01-2020, prov/zona Catanzaro

 

Cosa succede in Australia? Il punto sulla situazione.

Da settembre, la grande isola del continente oceanico brucia di continuo.

Migliaia di senza tetto e 25 vittime sono il risultato parziale di una stagione degli incendi che si è rivelata più grave del previsto.

Ma, per poterla comprendere al meglio, partiamo dall’inizio.

L’Australia, da sempre, presenta, nel periodo estivo, una stagione definita come “stagione degli incendi”, che coincide con i picchi estivi dell’emisfero australe (nei mesi di gennaio e febbraio).

Quest’anno, a causa dell’aggravarsi del fenomeno del Dipolo sull’Oceano Indiano, una sorta di Nino che si verifica nella regione asiatica, è stata registrata un’ondata anomala di caldo sulla regione.

Questo fenomeno fa sì che a causa dell’indebolimento dei venti occidentali nella regione equatoriale, l’acqua calda dal profondo oceano si sposta verso l’Africa dall’Oceano Indiano e l’acqua fredda sale verso est. Per l’Australia, questa differenza di temperatura significa tempo più secco e più caldo per gran parte del continente.

A questo si sono aggiunti variazioni nelle correnti antartiche, che portano variazioni climatiche nel sud della regione, e il ritardo della stagione dei monsoni che si sviluppa nella parte nord dell’isola e che, nella normalità dei casi, mitiga le temperature nella parte centrale del paese, che ricordiamo essere desertica, quindi con forti concentrazioni di calore localizzate.

Non solo, dal 2009 i centri di ricerca australiani condannano l’andamento ambientale della regione, sottolineando come l’aumento della CO2 stia causando l’innalzamento incontrollato della temperatura, soprattutto nella regione australe (l’Australia è tra i primi esportatori di carbone al mondo).

Nello stato dei canguri si è raggiunto il record di temperatura media stagionale pari a 41,9°C, spinto anche dalla grave siccità che colpisce il Paese negli ultimi tempi.

In queste condizioni sembra palese la difficoltà, da parte delle autorità, di contrastare il fenomeno, concentrato attualmente nelle regioni del Nuovo Galles del Sud e nello stato di Victoria, le regioni più popolose, con Sydney a farla da padrone.

Migliaia di volontari sono all’opera per contrastare il fenomeno, che rischia di peggiorare con l’arrivo della vera e propria estate nella regione oceanica.

Si prova a scongiurare l’unione dei due fronti sopracitati, per evitare il crearsi di una mega linea di fuoco che possa avanzare irrimediabilmente verso i centri abitati lungo la costa.

Si stima al momento che siano andati bruciati circa 6,3 milioni di ettari di territorio. Per dare un’idea pratica, il campo da gioco di San Siro misura circa 0,71 ettari, quindi in Australia sono andati in fumo 8 milioni e quasi 900 mila campi da calcio.

 

Mappa rappresentativa, che mostra in forma semplificata i km2 (quadrato rosso) andati in fumo, se tale misura la sovrapponiamo sulla Calabria, ecco il risultato.

 

Una cifra enorme, che può dare idea di quanto sia grave sia a livello floristico che a livello faunistico, si stima che siano morti già mezzo miliardo di esemplari, senza considerare l’emergenza habitat distrutto per molte specie a rischio, come i koala.

Adesso pensate questo; tali incendi, hanno una estensione tale, che l’intensità dei roghi sono capaci di generare formazioni meteorologiche autonome.

Stiamo parlando quindi di una produzione “artificiale” di movimenti ascensionali di fumo ed aria calda, i quali interagiscono con l’atmosfera; perturbandone le condizioni e generando fenomeni ancora poco prevedibili, come i  “piro cumulonembi” o i “firenado”.

I primi sono nubi generate dal calore degli incendi, che sale fino alle alte quote, dove aria e vapore, raffreddandosi, generano nubi a sviluppo verticale molto instabili, che possono causare gravi rovesci temporaleschi, portando al loro interno enormi quantità di cenere.

Tali fenomeni non fanno altro che aggravare la situazione, e spingere i tizzoni ardenti per lunghe tratte, a causa dei venti molto forti generati dalle correnti (Downburst), inoltre presentano una forte concentrazione di fulmini, dovuti all’ampia escursione termica dell’aria nell’intorno
della formazione.

I secondi, sempre più frequenti, sono dovuti a tasche d’aria rotanti, mosse dal calore generato dall’incendio stesso, seguendo la stessa logica di formazione dei classici tornado.

Al loro interno è possibile trovare fiamme e cenere, con temperature che possono arrivare fino a 1090°C.

Il loro primo avvistamento avvenne proprio nel 2003 in Australia, durante gli incendi che colpirono la capitale, Canberra, dove si assistette ad un altro fenomeno spaventoso che prende il nome di Flashover, ossia le temperature dell’incendio furono talmente alte da causare l’accensione di tutto il materiale combustibile in modo spontaneo nell’arco di 120 ettari.

Nel video qui possiamo vedere proprio l’occasione descritta, con l’attivazione di un tornado dalle correnti spinte dal calore dell’incendio.

 

Permetteteci adesso di fare delle considerazioni da parte nostra.

Con questo articolo cerchiamo di fare un punto della situazione in modo semplice e diretto, cercando le cause del problema e mettendo un punto sui fatti, che risultano molto complessi poiché l’Australia è uno Stato federale composto da 6 stati, ogni stato gestisce l’emergenza come meglio reputa.

Ci sono state aspre critiche nei confronti della politica nazionale, che solo ora ha deciso di stanziare 2 miliardi di dollari alle  emergenze e ai volontari che si stanno occupando degli incendi (in Australia il servizio antincendio è gestito da volontariato) e che da sempre ha una posizione critica nei confronti degli studi condotti dai climatologi sulla regione.

Il nostro desiderio è quello di far luce su quanto sia davvero importante conoscere il clima e il meteo di una regione, al fine di poter contrastare e prevenire fenomeni del genere.

L’ass. Meteopresila

Fonti: BBC One , Euronews , ABC Television, BOM.goc.au,

Meteo Epifania

5 e 6 Gennaio in arrivo aria gelida.

 

Una piccola dose dell’aria gelida, riuscirà a raggiungere anche il sud-Italia (tra sabato e domenica), allorquando le temperature scivoleranno nuovamente sottozero (-6/-7°C a 850 hPa) e soffieranno dei venti di tramontana piuttosto intensi.

Entro lunedì, l’aria più mite (raffreddata da quella gelida che avrà raggiunto il meridione), tenderà velocemente ad avanzare, a quel punto, gli effetti saranno da valutare.

Proviamo ora a delineare quegli “effetti da valutare”, descritti in precedenza.

Domani, la tramontana comincerà a soffiare piuttosto intensamente, trasportando la prima quantità di aria gelida che, entro domenica, avrà raggiunto tutto il sud-Italia.

Si tratta di una massa d’aria artica, molto densa, asciutta e dotata di uno spessore piuttosto blando. Ciò favorirà il veloce riversamento della stessa al suolo, con veloce crollo termico e gelate diffuse.

La colonna d’aria sarà quindi piuttosto asciutta, tuttavia passando sulle tiepide acque marine, potrebbe dar luogo a nuvolosità irregolare e annessi, deboli fenomeni lungo le zone esposte a nord (deboli, poiché non avrà il tempo, di organizzare un sistema nuvoloso compatto).

Nel frattempo, correnti miti di natura oceanica, stanno soffiando a largo delle coste tirreniche (laddove si sta formando un buon serbatoio di aria umida), essa tenderà ad incunearsi velocemente al-disotto di quella gelida, causandone quindi un aumento dell’instabilità atmosferica.

(L’aria fredda tenderà a scivolare verso il basso, mentre l’aria più umida per spinta di Archimede proverà a salire (specie in prossimità dei rilievi), dando luogo a qualche nube, localmente anche convettiva).

Siamo tra domenica notte e lunedì allorquando lo scontro tra le due masse d’aria, sarà responsabile di un probabile guasto del tempo, con rovesci che assumeranno carattere nevoso a partire dai 2-300 metri di quota e pronti a interessare, nuovamente i rilievi, specie quelli della Sila, con particolar riferimento alle zone esposte a settentrione.

Visto il quadro piuttosto delicato, vi aggiorneremo, successivamente sugli accumuli nevosi previsti e le aree più interessate con maggiore probabilità.

Aggiornamenti nelle prossime ore.

A cura di “Umberto Rossini” in collaborazione con “Meteopresila”

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