Il massiccio delle Serre; una zona di collegamento tra il settore meridionale dell’ACP e il settore settentrionale.

.

Le principali evidenze tettoniche all’interno di quest’area sono rappresentate dai classici sistemi di faglia normali ad alto angolo, che a partire dal tardo Miocene hanno dato origine ai principali lineamenti morfostrutturali della regione e che ancora oggi controllano i processi di sollevamento tettonico (Ietto et Al., 2007).

Il massiccio delle Serre rappresenta inoltre uno dei pochi posti al mondo nel quale è possibile osservare una sezione di crosta continentale quasi completa ed è composto, procedendo dalla base al tetto, essenzialmente da 3 importanti complessi (Angì et Al., 2010):

  1. Il basamento più profondo mostra un’impronta metamorfica importante ed è caratterizzato da metagabbri, granuliti, metabasiti e migmatiti metapelitiche.
  2. La porzione crostale intermedia è caratterizzata da quello noto in letteratura come “Batolite delle Serre” composto da tonaliti foliate e in minor parte da gabbri e quarzodioriti, i quali evolvono nella porzione più superficiale a rocce granitoidi peralluminose e felsitiche.
  3. Il passaggio dalla crosta intermedia alla porzione di crosta più superficiale è osservabile in affioramento nella parte più meridionale del massiccio delle Serre. La porzione di crosta più superficiale è composta essenzialmente da rocce metamorfiche associate alla facies scisti verdi e alla facies anfibolitica e rocce metasedimentarie paleozoiche, localmente intruse da dicchi leucogranitici.

 

Immagine1

Localizzazione del massiccio delle Serre all’interno dell’ACP (Angì et Al., 2010).

.

Il massiccio delle Serre è caratterizzato quindi prevalentemente da rocce di natura granitoide, che mostrano frequentemente coltri di alterazione superficiali con spessori uguali o maggiori di 50 metri, formatesi nel corso del Pleistocene in condizioni di clima mediterraneo.

Inoltre l’area è interessata da processi erosivi intensi all’interno delle sue valli e in corrispondenza dei settori bordieri; questa situazione dà vita a un numero considerevole di frane, generalmente di tipo traslativo o roto-traslativo.

In seguito ad eventi piovosi molto forti c’è la tendenza al collasso delle coperture pedogenetiche presenti nell’area, con conseguenti movimenti lungo interi pendii, il che genera comunemente fenomeni quali debris flow e mud flow all’interno dell’area (Ietto et Al., 2007).

BIBLIOGRAFIA

Angì G., Cirrincione R., Fazio E., Fiannacca P. Ortolano G., Pezzino A. «Metamorphic evolution of preserved Hercynian crustal section in the Serre Massif (Calabria–Peloritani Orogen, southern Italy).» Lithos 115 (2010): 237–262.

Ietto F., Donato F.F., Ietto A. «Recent reverse faults and landslides in granitoid weathered profiles,Serre Mountains (southern Calabria, Italy).» Geomorphology 87 (2007): 196–206.

Dott. Matteo Montesani

18/04/2017